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Rotary Club Potenza Torre Guevara 

Distretto 2120

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CIMG0025di Liliana Santoro

(Past President Rotary Club Potenza Torre Guevara)

Come parlare dell’azione professionale avendo lo sguardo rivolto alla Pubblica Amministrazione? Questa la domanda che mi sono posta all’indomani del gentile invito di Alfonso a fornire un mio contributo sul tema. Per non farsi condizionare dalle notizie di cronaca che regolarmente si susseguono affollando anche tutti gli spazi di approfondimento dei mass media, a mio avviso occorre partire da cosa è accaduto negli scorsi anni. A livello nazionale, dal 92, in parallelo all’emergere periodico di episodi di corruzione e distorsione dell’uso di denaro pubblico, si è assistito al continuo e costante processo di delegittimazione che da un lato tendeva a caratterizzare la Pubblica Amministrazione come incapace di erogare i servizi richiesti o di erogarli con una qualità bassissima e, dall’altro, a definire chi vi lavorava come persona poco preparata, del tutto appiattita sulle posizioni del politico di turno o,al contrario, quella di ostacolo all’azione politica.

Questo clima, gravemente appesantito dalla crisi economica, ha fatto percepire i valori fondanti dell’azione amministrativa come accantonabili quali forme arcaiche di condizionamento del libero agire in nome di facili guadagni e soluzioni ad personam, richiedendo pertanto una strenua difesa dell’etica professionale. Mai come in questo periodo, si è resa evidente l’attualità dei principi rotariani sintetizzati nella prova delle quattro domande ideata da Herbert Taylor. Mai come in questo periodo gli interrogativi Ciò che dico o faccio risponde a verità? E’ giusto per tutti gli interessati? E’ vantaggioso per tutti gli interessati? Promuove migliori rapporti di solidarietà?, sono risuonati nella mente di coloro che come me operavano. Il contesto descritto, infatti, ha comportato il ripiegamento nel proprio raggio di azione e responsabilità, sulle modalità per raggiungere migliori risultati rispetto ai destinatari dell’azione amministrativa nel lavoro quotidiano, nella certezza che non fosse né possibile né opportuno scoraggiarsi ma, semplicemente, continuare a fare, secondo una espressione desueta, il proprio dovere quotidiano, pur in presenza di forti tensioni anche contrapposte. Riflettere su questi temi ha reso nel tempo evidente come la cifra dell’eticità nell’azione professionale sia un valore assoluto, partendo dal raffronto tra il rotariano codice delle quattro domande ed i principi che la Costituzione italiana pone alla base dell’azione amministrativa: il principio di legalità, il principio di buon andamento, il principio di imparzialità. Se la forza dei principi costituzionali non è riuscita ad illuminare il loro percorso attuativo attraverso l’evoluzione delle norme di riferimento, i principi rotariani hanno potuto dispiegare i loro effetti attraverso la forza della piena condivisione e l’unitarietà d’intenti. Infatti, tante volte, in questi anni, ci si è chiesti se a “governare” il “processo di cambiamento”, peraltro sempre in corso, ci fosse una testa pensante a 360° o, piuttosto, si assistesse ad un succedersi di momenti di sacra indignazione seguiti da norme “toppa”, senza guardare al sistema nel suo insieme, senza monitorare gli effetti di queste norme, senza sanzionare situazioni non sostenibili. Per chiarire quest’ultimo concetto, faccio riferimento, come solo esempio, alla introduzionedi limiti all’accesso alla P.A. derivanti dalla insostenibilità dei costi di Regioni che hanno sforato per anni i limiti di spesa relativi al proprio organico. Da questa scelta sono derivate almeno due conseguenze foriere ancor oggi di effetti: l’assenza di ricambio del personale e l’utilizzo di soggetti esterni con formule non stabili e non certe. Se oggi è riconosciuto come problema l’età media dei pubblici dipendenti ed il massiccio ricorso all’esterno, allora mi interrogherei sulla reale portata delle norme in precedenza citate.

L’essere rotariani, al contrario, sia in forza sia della capacità professionale richiesta ai soci che dell’azione professionale che promuoviamo, ci ha dato l’opportunità, di affermare con costanza, autorevolezza ed insieme come l’unico modo per vivere la propria storia lavorativa, la propria azione professionale, sia quella di improntarla alla integrità, all’etica e, consentitemi di aggiungere, alla preparazione semplicemente perché, in caso contrario, sarebbe tutta un’altra storia, non lavorativa, e sarebbe tutta un’altra azione, non professionale. Il nostro agire, manifestato anche attraverso le numerose iniziative ed i progetti condotti dai distretti e dai club, non ha potuto non concorrere a creare un nuovo clima, sia internazionale che nazionale, che ha visto finalmente l’attenzione porsi sulla necessità di ripristinare nel linguaggio comune le parole etica professionale. Prova ne sia la 69° Giornata Rotary alle Nazioni Unite, occasione che celebra annualmente la collaborazione Rotary ONU avviata con l'obiettivo di mantenere la pace dopo la II Guerra mondiale. Infatti, in quella giornata è stata comunicata la preparazione di un progetto ambizioso mirante a eliminare la povertà estrema entro il 2030 attraverso solide partnership tra soggetti che, condividendone la visione, sono in grado di determinarne la realizzazione come nel caso della Lotta alla Poliomielite. Il fenomeno che interessa in tutto il mondo 1,2 miliardi di persone (persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno), appare indissolubilmente legato all’uso deviato di risorse pubbliche. Questa consapevolezza ha consentito la stipula di Convenzioni internazionali “anticorruzione”: OCSE 1997, ONU 2003, UE 2003. Solo a partire dal 2013 e sicuramente accelerato dagli effetti della crisi economica, il percorso nazionale di presa d’atto dei costi legati alla corruzione ha dato luogo ad un insieme di riforme che agisce su tutti gli aspetti della pubblica amministrazione: cittadinanza digitale, organizzazione dello Stato sul territorio, dirigenza, anticorruzione, lavoro pubblico, Camere di commercio, Enti di ricerca, Società partecipate pubbliche e Servizi pubblici locali, Forze di polizia, ecc. Come proseguire, allora, l’azione professionale del Rotary avendo a riferimento la Pubblica Amministrazione? Partirei dalla necessità di sviluppare un’azione di diffusione dei contenuti delle leggi in questione. Esse, infatti, affiancano all’istituzione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, norme sulla trasparenza che obbligano le amministrazioni alla pubblicazione dei propri atti nonché, la semplificazione, attraverso strumenti digitali, dell’accesso ai servizi. E’ importante, quindi, essere informati sia per usufruire nel modo migliore dei servizi che per leggere consapevolmente l’azione amministrativa di là dalle informazioni che la stampa offre. Per i rotariani, soprattutto per coloro che come me lavorano nella PA, è necessario un approfondimento relativo agli effetti complessivi di tale manovra per monitorarne gli effetti e, ovviamente, la prosecuzione dell’impegno quotidiano avendo l’etica come bussola di vita. Il senso delle cose, anche quelle che sembrano più complesse, in fondo è tutto qui, semplice e forte insieme, sempre attuale.

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Potenza, 22 giugno 2018

Nuovo Presidente del Rotary Club Potenza Torre Guevara.
L’ingegner Gianfranco Apostolo, dal 22 giugno è il nuovo presidente del Rotary Club Potenza Torre Guevara.

Esperto nel settore delle energie alternative e direzione aziendale, è fortemente impegnato nel sociale attraverso il Forum delle Famiglie di Basilicata e la Consulta regionale del laicato cattolico.

114 rivistaluglio2013 Pagina 01

 

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“Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo. Vorrei dire di più: perdersi nella folla, per informarla del divino, come s’inzuppa un frusto di pane nel vino. Vorrei dire di più: fatti partecipi dei disegni di Dio sull’umanità, segnare sulla folla ricami di luce e, nel contempo, dividere col prossimo...(Chiara Lubich)