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ambulatoriodi Gianfranco Apostolo

(Segretario Rotary Club Potenza Torre Guevara)

Il tessuto sociale si sta trasformando. Sempre più famiglie rinunciano ad esami medici specifici perché il costo delle prestazioni sanitarie è

 troppo elevato per chi non ha un lavoro o ce l’ha ma è precario.Il fenomeno specie al Sud, è in costante crescita. Per venire incontro ad un’ampia fetta di popolazione, nasce a Potenza in Rione Cocuzzo un ambulatorio solidale dedicato a coloro che si trovano appunto in difficoltà economiche. Il tutto grazie ad un gruppo di medici volontari che hanno costituito questo ambulatorio solidale denominato “Medici Amici”. La proposta ha trovato l’immediata adesione di Don Donato Lauria, parroco della chiesa sita nel quartiere Cocuzzo che ha messo a disposizione una sala della comunità, allestita con cura grazie con tutte le attrezzature necessarie.


L’idea è molto semplice, eppure al tempo stessa rivoluzionaria, gli specialisti “solidali” (sette i medici che hanno aderito fino a questo momento) tra i quali un gastroenterologo, un nefrologo, uno psicologo, un cardiologo un ortopedico, uno pneumologo, saranno a disposizione dei pazienti il mercoledì e venerdì pomeriggio, in modo completamente gratuito come volontari, extra lavoro e per quella fascia di popolazione svantaggiata e bisognosa di assistenza medica. «La nostra idea - ha invece evidenziato il parroco, don Donato Lauria - parte dal presupposto che oggi c'è gente che non può permettersi una visita medica, e tanto meno di acquistare le medicine: per questo ci dedichiamo a quella "fascia grigia" di cittadini che non rientrano nell’esenzione totale del ticket, e che al contempo non possono andare da uno specialista». 

sanitL’iniziativa è dunque meritoria, questi medici hanno raccolto un’esigenza che si sta manifestando in maniera sempre più importante nella nostra comunità e hanno dato una risposta puntuale . Questa iniziativa è un ulteriore e importante passo nel processo di collaborazione avviato con l’obiettivo comune di affrontare le disuguaglianze in tema di salute, rispondendo ai bisogni di coloro che si trovano in uno stato di povertà e di svantaggio sociale. È un’attività di servizio con cui i camici bianchi si aprono a chi sta male e per di più non arriva a fine mese. Nessun compenso quindi per coloro che garantiranno il funzionamento di questo ambulatorio della salute, solo tanta “solidarietà” un tratto caratteristico che dovrebbe appartenere a tutti. Una “macchina” questa fondata sul volontariato resisterà di sicuro al tempo se funzionerà con efficienza in un settore delicato come quello sanitario.